Unicredit Pavilion

Unicredit Pavilion

Di sicuro non esistono a Milano luoghi notturni simili, nei quali i contrasti tra luce ed ombra nascono da una volontà di progetto così determinata e precisa, direi anche così pre-calcolata e studiata. Ciò che ha generato tutto è la visualizzazione astratta del propagarsi di una onda, il riverbero di un sasso (il Pavilion) che cade in uno stagno calmo e ne deforma la sua superficie secondo un ritmo musicale decrescente. I lampioni stessi sono steli puri, alti 10 metri e appositamente disegnati. Si comportano come indicatori di battuta in un pentagramma, la loro luce è concentrata e precisa, non diffonde ma indica, scandisce. Tutta questa teoria iniziale ed affascinante ci ha portato ad un lavoro enorme, della durata di due anni ed ovviamente ad ardue e valorose battaglie per difendere scelte tecniche e selezione di apparecchi ed ottiche.
L’ “oggetto architettonico” infatti è super complesso ed ha una pelle mutevole, trasparente e opaca allo stesso tempo, a seconda delle momentanee esigenze interne, richiede un approccio molto tecnico e studiato.

Io preferisco sempre e comunque parlare di emozioni e lasciare che sia l’illuminazione stessa a raccontare una storia all’osservatore, sia che egli percepisca un’immagine veloce e fuggevole dall’esterno passando in macchina o che abbia il tempo di vivere con più attenzione l’edificio, partecipando ad un convegno o visitando una mostra d’arte, o che casualmente ed anche inconsciamente si soffermi per qualche secondo in piazza o nel futuro parco adiacente a guardare la città di notte, ma anche le stelle.

 

 

Info

  • Data : 07.10.2015
  • Location : Piazza Gae Aulenti, Milano